L’istituzione dell’Amministrazione di Sostegno rappresenta l’irruzione nel codice civile di una logica nuova, attenta alla persona, aprendo a nuove sfide la famiglia, l’associazionismo, i servizi e l’intero tessuto sociale. Su questa nuova prospettiva promozionale basa pensiero ed azione il progetto Ads della provincia di Pavia. Riportiamo il contributo di Marco Bollani, referente operativo del progetto, portato il 18 novembre nell’ambito del Festival dei Diritti.

La riflessione dell'avv.to Tagliaferri sull' "importanza dell'uomo e la dolcezza del linguaggio",portata il 18 novembre nell'ambito del Festival dei Diritti di Pavia ci comunica un'immagine di grande apertura che investe e in un certo senso SCOMPAGINA il codice civile. 
Ci da l'idea di un codice civile che si "apre" ad una logica tutta nuova che gli era estranea. 
Con l'irruzione della Legge 6, la centralità della patologia e la sostituzione dell'individuo che connotavano l'interdizione "cedono il passo" ad un'idea di protezione giuridica radicalmente diversa e nuova, da realizzarsi con la "minor limitazione possibile" della persona. Cedono il passo ai bisogni, ai desideri, alle aspirazioni della persona, che devono essere sostenuti e valorizzati.

Il Progetto AdS per la provincia di Pavia "Dalla Tutela alla Promozione dei Diritti", si occuperà anch'esso di questo SCOMPAGINAMENTO. 
Da un lato infatti esso si occuperà di divulgare i contenuti della legge 6, di promuoverli soprattutto dentro le associazioni di volontariato e dentro il mondo dei servizi alla persona.

  • Cos'è l'amministratore di sostegno e cosa dice la legge che lo istituisce ?
  • Chi ne può beneficiare ?
  • Quali sono le opportunità e i vantaggi per le persone che ne beneficiano ?
  • Chi lo può fare ?
  • Come si fa per ottenere la nomina di un amministratore di sostegno ?
  • Quali sono le attenzioni e le precauzioni necessarie per svolgere al meglio tale ruolo ?

La legge 6/2004 delinea un profilo di figura che si dedichi con grande vicinanza e attenzione ai bisogni di protezione della persona fragile. Una figura che possa garantirle un sostegno vicino, diligente, costante, da "persona a persona". 
Allo stesso tempo essa prevede anche la possibilità che le associazioni di volontariato possano assumere tale ruolo, aprendo una prospettiva di impegno nuova per il mondo associativo e una prospettiva di facilitazione e di sostegno in più per le famiglie e per le persone fragili. 
La legge prevede inoltre che gli stessi servizi alla persona possano promuovere istanze per la nomina di un amministratore di sostegno.

Nel delineare questa prospettiva nuova, promozionale, la legge 6 "scommette" di fatto sulla capacità della famiglia, del tessuto sociale, del mondo associativo e dei servizi, di raccogliere questa sfida, di "fare tesoro" di questo SCOMPAGINAMENTO del codice civile, promosso dal legislatore. 
Scommette sul fatto che la famiglia e l'associazionismo possano riuscire a costruire insieme un sistema di relazioni significative e di vicinanza costante in grado di sostenere e proteggere le persone fragili, coniugando promozione dei loro diritti e attenzione ai loro bisogni. 
Allo stesso modo la legge scommette anche sulla capacità dei servizi di farsi carico dei bisogni di protezione giuridica e di promozione dei diritti delle persone fragili, collocando la relazione tra persona e servizio dentro una dimensione più evoluta e ricca del semplice scambio di prestazioni. Una dimensione in cui il servizio diventa promotore di cittadinanza ed inclusione sociale attraverso la risposta ad un bisogno, e la persona fragile il primo attore di un sistema realmente sussidiario di presa in carico.

In questo senso il nostro progetto porterà anch'esso un po' di SCOMPAGINAMENTO dentro le realtà del mondo associativo e dei servizi...

Perché portare i contenuti della legge 6 dentro le associazioni di volontariato, significherà stimolarle ad assumere accanto alle tante incombenze della loro quotidianità la promozione dell'amministrazione di sostegno come un obiettivo strategico.

Significherà spronarle ad investire sempre di più su percorsi di advocacy e di autotutela delle persone fragili e allo stesso tempo stimolarle a lavorare insieme, a "mettersi in rete", a promuovere un'azione comune, "corale", che sia trasversale ai tanti ambiti di intervento delle diverse associazioni che operano a sostegno delle persone fragili. 
Significherà stimolare le associazioni a promuovere dei percorsi per valorizzare il ruolo e il contributo dei familiari delle persone fragili e dei volontari. Stimolarle a far crescere la consapevolezza dell'amministratore di sostegno quale modo più compiuto e più promozionale di stare vicino ad un proprio caro, di sostenere una persona fragile ed anche un modo nuovo di fare volontariato.

Allo stesso modo, portare i contenuti della legge 6 dentro il mondo dei servizi significherà spronarli a cogliere l'opportunità di tenere ben viva, dentro la loro prospettiva di intervento, una logica esistenziale capace di prefigurare risposte orientate al ben-essere delle persone e capace di assumere e sostenere processi di ripensamento e di rimessa in discussione della stessa natura e delle modalità organizzative dei servizi.

Promuovere benessere dentro i servizi alla persona significa infatti pensare e costruire ambienti ricchi soprattutto di relazioni significative, dotate di senso, capaci di generare fiducia e scambi carichi di reciprocità in cui ciascun individuo in gioco possa ri-conoscersi come persona. Ambienti in cui il "tono" ed il "clima" della con-vivenza rappresentino gli indicatori di ben-essere essenziali per promuovere una qualità non riducibile alla mera espressione di livelli di con-formità ed a sistemi sempre più standardizzati e proceduralizzati.

Allo stesso tempo tuttavia, il nostro progetto non potrà non occuparsi anche degliSCOMPAGINAMENTI, delle criticità e degli effetti che l'introduzione della Legge 6 e la progressiva diffusione di questo istituto stanno determinando già oggi.

La scommessa di fondo del nostro progetto consiste proprio nel fare in modo che attraverso la promozione dal basso di crescita e di affinamento delle competenze delle associazioni, delle famiglie, dei volontari e del mondo dei servizi, si possa consolidare e rafforzare l'istituto dell'AdS, coerentemente con la Logica di promozione umana e attenzione alla persona che l'ha ispirato.

Perché se è vero che da un lato questo nuovo istituto giuridico apre molte prospettive interessanti sul piano della promozione dei diritti delle persone fragili, è altrettanto vero che la sua diffusione su larga scala, dentro la cornice del nostro sistema locale e regionale di welfare, rappresenta una sfida nuova, una scommessa aperta, tutta da giocare...

Se le istanze, le domande, "i ricorsi" per richiedere la nomina di un amministratore di sostegno non sono fatti bene, non fotografano bene, non raccontano a dovere la situazione della persona da proteggere, sarà più difficile per il Giudice Tutelare stilare un provvedimento di nomina che risponda al meglio, su misura, alle necessità, ai bisogni e ai desideri della persona fragile.

Se l'amministratore di sostegno nominato non potrà disporre di un adeguato supporto dai servizi sociali e dal mondo associativo, difficilmente potrà svolgere nel migliore dei modi quel compito di "dialogatore", di punto di riferimento, di persona vicina, nei momenti più difficili, nelle situazioni di criticità o di emergenza che possono determinarsi...

Se all'interno delle famiglie, del mondo associativo e dei servizi non saranno promossi percorsi di consapevolezza e di valorizzazione del ruolo dell'amministrazione di sostegno, sarà molto difficile orientare i Giudici Tutelari in direzioni diverse dagli affidamenti di tipo istituzionale (all'assessore, al sindaco) o dalle nomine di professionisti della materia giuridica (avvocati, commercialisti, notai), ancora ampiamente diffusi nella prassi attuale ma poco rispondenti all'ispirazione ed ai principi della legge 6/2004.

Per questo motivo, parallelamente al lavoro di sensibilizzazione del mondo associativo e dei servizi, nonché alla promozione di sinergie e di intese tra le associazioni, il progetto si pone anche l'obiettivo di promuovere l'avviamento di punti di riferimento territoriali in forma di "Sportello", valorizzando le esperienze già attive in tal senso all'interno della rete associativa che sostiene il progetto, creando ulteriori sinergie con altre associazioni che potranno aderire al progetto.

Su uno scenario caratterizzato da tendenze di segno opposto, in cui sembra farsi strada nella percezione dei cittadini più fragili e vulnerabili la sensazione di una spaccatura sempre più ampia tra i diritti "sulla carta" e quelli concretamente esigibili, il Progetto AdS cercherà di proporsi anche come luogo di possibile ricomposizione tra le due dimensioni che al momento sembrano caratterizzare lo scenario sociale e culturale in materia diamministrazione di sostegno: la dimensione dell' "opportunità di promozione umana" e quella della "gestione delle emergenze", che caratterizza la quotidianità di molti attori sociali.

Da un lato si assiste infatti ad un'accentuazione sempre più marcata delle prospettive di promozione umana che l'istituto dell'amministrazione di sostegno può garantire e si sottolineano i riferimenti culturali alle concezioni ed ai dettami più avanzati sul piano dei diritti (Convezione Onu, Inclusione Sociale, Vita Indipendente, Progetto di Vita per il Dopo di NOI, centralità della persona...) evidenziando quindi prospettive di grande INVESTIMENTO dell'amministrazione di sostegno sul piano ESISTENZIALE.

D'altro canto ci si trova sempre più spesso alle prese con questioni pratiche, contingenti, che a loro volta INVESTONO e interpellano gli amministratori di sostegno, le associazioni e le istituzioni, nella gestione pratica e nel fronteggiamento quotidiano di processi di aiuto SEMPRE più COMPLESSI E DIFFICILI che incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone fragili ("Mancano i fondi, i servizi si riducono, gli amministratori di sostegno sono spesso lasciati soli senza supporto dai servizi istituzionali...").

Per cercare di tenere insieme queste due dimensioni e di con-tenere le spinte che finiscono per accentuare tale spaccatura, il Progetto cercherà di proporsi anche come luogo di ricomposizione di queste due dimensioni.

Non solo quindi si proporrà come risorsa per ampliare gli spazi di apertura esistenziale e di promozione umana delle persone fragili (nella logica dello SCOMPAGINAMENTO), ma si proporrà anche come risorsa per sostenere le fatiche quotidiane di molti amministratori di sostegno, delle associazioni, delle istituzioni e dei tribunali, alle prese con situazioni di grande difficoltà e complessità... (nella logica del SOSTEGNO).

Marco Bollani referente operativo di Rete AdS - Pavia

 
ASSOCIAZIONE PORTE SEMPRE APERTE ODV DI GARBAGNATE - PER UNA NUOVA CULTURA DEI DIRITTI DI CREMONA ONLUS - AUXILIA ODV DI MANTOVA – ADS DEL LODIGIANO DI LODI –  LIBERI LEGAMI BERGAMO -  LEDHA MILANO - ADS BRESCIA – INSIEME SI FA DI ROZZANO – UNA RETE DI SOSTEGNO ALLA FRAGILITÀ DI LECCO - VICINI ALLA PERSONA APS COMO -  FIANCO A FIANCO DI MONZA E BRIANZA


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