Tra gli interventi di formazione previsti dal Progetto AdS per la provincia di Pavia, il convegno dell’8 maggio del titolo “La protezione giuridica delle persone fragili: strategie di intervento a confronto nel contesto delle politiche socio-sanitarie in provincia di Pavia” rappresenta la proposta di maggior rilievo in quanto si rivolge direttamente agli operatori dell'ASL che operano all’interno dei consultori direttamente a contatto con le molteplici situazioni di fragilità umana e personale della comunità. Insieme al Direttore Sociale della ASL Dott. Imbalzano, Daniela Polo, del gruppo operativo del progetto regionale Ads, Elisabetta Carini dell’Anffas di Pavia e Catia Pietra del Coordinamento Handicap, ente capofila della Rete AdS, guideranno gli operatori della ASL in questo percorso di approfondimento.

L'incontro si propone l'obiettivo di individuare gli elementi di congiunzione e di integrazione tra i nuovi orizzonti della Legge 6/2004 che ha rivoluzionato l'ambito della protezione giuridica, il ruolo di promozione sociale del Progetto AdS ed i contenuti e gli obiettivi del protocollo d'azione interistituzionale che coinvolge la ASL di Pavia, la Rete AdS Pavia, la Provincia e i piani di Zona di Pavia, Vigevano e Voghera, nel tentativo di promuovere l'avviamento di un lavoro sinergico tra le istituzioni e il mondo del volontariato.

  1. La Legge 6 ha completamente stravolto il senso della protezione giuridica ridimensionando il ruolo e la funzione dell'interdizione a beneficio di una figura più rispettosa dei diritti e della dignità della persona in difficoltà.
  2. La legge 6 inoltre ha decisamente allargato il raggio d'azione della protezione giuridica rispetto alla preesistente inquadratura normativa. Se prima della legge 6/2004 l'interdizione era un provvedimento riservato ai soli infermi di mente, oggi la necessità di protezione giuridica viene estesa a tutti i cittadini che non siano in grado di badare a se stessi, di fatto ampliando esponenzialmente il numero dei cittadini e dei soggetti interessati a tale necessità (si pensi agli anziani non autosufficienti, alle persone con disabilità intellettiva, alle persone affette da dipendenze...).
  3. La legge 6 ha in più semplificato la procedura per ottenere la nomina di una figura di protezione giuridica (AdS in particolare).
  4. Coerentemente, i servizi sociali sono stati obbligati a promuovere la richiesta di nomina di un AdS quando vengono a conoscenza di casi di persone che non sono più in grado di badare a se stesse (principio sacrosanto che ha fondamento nell'art 3 della Costituzione) e i giudici a loro volta non possono esimersi dal provvedere a tale nomina. 

Alla prova dei fatti tuttavia, l'applicazione di tale legge si è rivelata alquanto problematica.
Lo scenario in cui si trovano ad operare i consultori ed i vari operatori sociali in materia di protezione giuridica evidenzia alcuni elementi di criticità non risolti con cui ci si deve confrontare quotidianamente:

  • A fronte del trade-off tra l'aumento di persone sole e non autosufficienti e le risorse destinate al welfare per la loro cura, l'obbligo della richiesta di un amministratore di sostegno (da parte dei servizi sociali) e della nomina (da parte del giudice), rischia di generare una deriva di deresponsabilizzazione dei servizi sociali nel farsi carico delle situazioni di non autosufficienza. Un po' come se una volta nominato l'ads l'ente pubblico potesse ritenersi esente dalla responsabilità di sostenere per ciò che gli spetta tali persone.
  • In assenza di persone disponibili a ricoprire tale ruolo e visto l'aumento progressivo di richieste di nomina (soprattutto da parte dei servizi sociali), i Giudici dei tribunali si trovano spesso a dover nominare ads a) pubblici amministratori e/o funzionari dei servizi sociali, b) giovani avvocati o praticanti di studi legali 
    Ancora troppo spesso quindi il ruolo dell'amministratore di sostegno finisce per essereassunto più per causa di forza maggiore (dovere istituzionale o professionale) che non per una scelta di vicinanza ad una persona in difficoltà. Si assume tale ruolo più per "dovere" che non perché ci si sente legati ad una persona in difficoltà o perché si ha a cuore il suo benessere e il suo progetto di vita. Questo elemento di criticità stride con lo spirito della legge 6 e con il dettato normativo del codice civile ("...l'amministratore di sostegno non è un lavoro..." ) chiaramente orientato a delineare un ruolo di aiuto personale caratterizzato da vicinanza e forte condivisione.
  • Permangono in provincia di Pavia situazioni anomale e modi diversi di applicare la legge ad opera dei tre Tribunali di Pavia, Voghera e Vigevano in merito alla procedura di nomina ed in merito alla modalità di scelta dell'ads quando non indicato dal ricorrente (è ancora diffuso l'affidamento plurimo di persone in difficoltà ad un solo amministratore di sostegno con il risultato di far scadere tale provvedimento alla sola cura degli aspetti burocratici e patrimoniali). 

Rimedi

A fronte di tale difficoltà le ipotesi di soluzione più ragionevoli appaiono convergere verso lacreazione di un sistema di protezione giuridica che veda con-correre più soggetti sociali, istituzionali e non, nella direzione di allargare la con-divisione della dipendenza delle persone in difficoltà. 

Il ruolo del Progetto AdS

Il progetto regionale Amministratore di Sostegno attualmente operativo in tutte le province della Regione, nasce all'interno di questa cornice di criticità e di difficoltà applicative della legge per sostenere l'impegno del mondo del volontariato e del terzo settore ad occuparsi di protezione giuridica. 
Gli obiettivi essenziali del progetto sono 3:

  1. sensibilizzare le associazioni ad occuparsi di amministrazione di sostegno;
  2. aiutarle a muoversi in sinergia tra loro su questo tema;
  3. aiutarle ad interagire con gli enti pubblici per costruire un sistema integrato di protezione giuridica in grado di orientare e monitorare lo stato di applicazione della Legge 6 e la corretta assunzione al ruolo di Amministratore di Sostegno. 

Il Protocollo d'azione interistituzionale per la realizzazione di un sistema integrato di protezione giuridica rappresenta il primo atto formale attraverso cui la Rete AdS e il Progetto AdS sono riusciti a condividere con la ASL, i Comuni e i PdZ precisi impegni attuativi orientati alla costruzione di un coordinamento stabile tra le diverse istituzioni e le associazioni di volontariato in materia di protezione giuridica.

 
ASSOCIAZIONE PORTE SEMPRE APERTE ODV DI GARBAGNATE - PER UNA NUOVA CULTURA DEI DIRITTI DI CREMONA ONLUS - AUXILIA ODV DI MANTOVA – ADS DEL LODIGIANO DI LODI –  LIBERI LEGAMI BERGAMO -  LEDHA MILANO - ADS BRESCIA – INSIEME SI FA DI ROZZANO – UNA RETE DI SOSTEGNO ALLA FRAGILITÀ DI LECCO - VICINI ALLA PERSONA APS COMO -  FIANCO A FIANCO DI MONZA E BRIANZA


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